Decreto dignità e scommesse sportive: la nuova regolamentazione del gioco online

Pubblicato da: Carlo M.- il: 25-09-2019 12:06 Aggiornato il: 26-09-2019 17:57

Il Decreto Dignità entrato in vigore l’estate scorsa ha come punto fondamentale lo stop alla pubblicità del gioco d’azzardo.

Questo comporta un grosso cambiamento per i siti di scommesse online e non solo.

Innanzitutto dal 14 luglio non ci possono essere più pubblicità su scommesse e gioco d’azzardo su tv, radio, giornali riviste e media vari.

L’Authority inoltre ha imposto lo stop completo alle sponsorizzazioni di bookmakers sulle maglie di squadre sportive e sui cartelloni pubblicitari presenti a bordocampo.
Questo comporta un danno economico per le società calcistiche di Serie A che non potranno più contare sugli introiti delle sponsorizzazioni dei bookmakers e si stima si aggirerebbe intorno ai 35 milioni di euro l’anno!

Obiettivo primario del decreto dignità contro il gioco d’azzardo è difendere i giocatori dalla crescita esponenziale di offerte di bookmakers e casino online per invogliare a giocare.

I siti di scommesse sportive potranno fornire informazioni riguardo i diversi bookmakers comparando quote offerte e bonus, utilizzando un linguaggio a carattere descrittivo e informativo senza invitare al gioco o invogliare a scommettere sfruttando promozioni o bonus.

Si potranno utilizzare tabelle di comparazione quote e bonus di bookmakers autorizzati dall’Agenzia delle Dogane e Monopoli mostrando sempre il Logo +18 ed avvisando di giocare sempre in modo responsabile.
Non si potranno utilizzare più le parole con invito ad “Aprire un conto” “Effettua un deposito” “approfitta del Bonus” “Ricarica e Gioca” “Scommetti adesso su ” ecc.

Lo scopo principale è di indirizzare chi vuole continuare a scommettere ad un gioco responsabile e con meno rischi possibili.

Col decreto dignità si vuole evitare che la pubblicità ingannevole possa invogliare a scommettere sempre più nuovi giocatori.

Secondo Luigi Di Maio infatti: ““La pubblicità del gioco è la prima causa che avvicina i giovani alle scommesse, ma oggi grazie al Decreto Dignità la pubblicità del gioco d’azzardo è morta. Siamo il primo Paese europeo a vietarla”.

In Italia potranno continuare ad operare legalmente i siti di casino online e scommesse sportive che riportano il logo ADM (acronimo di Agenzia Dogane e Monopoli) che ha di recente incorporato la vecchia AAMS (Amministrazione Autonoma Monopoli di Stato).

ADM offre una garanzia ai giocatori in quanto rilascia ai bookmakers e casino online abilitati ad operare in Italia regolari licenze di gioco in modo da evitare truffe o spiacevoli inconvenienti.

Già dal 2011 il mercato del gambling online che comprende casino e scommesse sportive è stato regolamentato da AAMS.
Nel 2012 il Decreto Baldzzi aveva già obbligato gli operatori di giochi d’azzardo ad esporre chiaramente le probabilità di vincita di ciascun gioco proposto in modo da prevenire la ludopatia e per non farsi ingannare dalla pubblicità.

Ecco cosa dice nel dettaglio l’ultimo Decreto Legge n.87/2018, il cosiddetto “Decreto Dignità” al Capo III riguardo le “Misure per il contrasto alla Ludopatia”:

  • Estensione. L’articolo 9 del Decreto Dignità vieta ogni forma di pubblicità, diretta e indiretta, relativa a “giochi” e scommesse, su qualsiasi mezzo o piattaforma: stampa periodica, quotidiani, televisioni, siti web. L’articolo 9, al comma 1, introduce dunque il divieto di qualsiasi forma di pubblicità, anche indiretta, che riguardi giochi o scommesse con vincite di denaro, in qualsiasi modo effettuata e su qualunque mezzo, incluse le manifestazioni sportive, culturali e artistiche, le trasmissioni televisive o radiofoniche, la stampa quotidiana e periodica, le pubblicazioni in genere, le affissioni e internet.
  •  Date. Per i contratti di pubblicità in corso in data 14 luglio 2018, data in cui il decreto legge è entrato in vigore, si applica la normativa precedente prevista dal cosiddetto decreto Balduzzi e dalla Legge di Stabilità 2016, fino alla loro scadenza, ma con una data limite: dal 14 luglio 2019 i contratti pubblicitari in vigore prima della pubblicazione del Decreto non potranno più essere operativi. Dal 1 gennaio 2019, il divieto di pubblicità si estenderà anche alle sponsorizzazioni. Squadre di calcio, televisioni, etc. avranno dunque 6 mesi di tempo per pianificare un’exit strategy da questa forma di sovvenzione.
  • ​Sanzioni. Chi viola le disposizioni dell’articolo 9 incorrerà in una sanzione pecuniaria amministrativa pari al 5% del valore della sponsorizzazione o della pubblicità e, in ogni caso, non inferiore a 50 mila euro per ogni violazione (es: 10 spot di una stessa società, 10 sanzioni per un totale di 500mila euro). L’autorità competente per la contestazione delle sanzioni è l’Autorità Garante nelle Comunicazioni.
  • Esclusioni. Sono esclusi dal divieto le lotterie nazionali a estrazione differita, le manifestazioni di sorte locali, lotterie, tombole e pesche o banchi di beneficenza (di cui all’articolo 13 del decreto del Presidente della Repubblica 26 ottobre 2001, n. 430), e i loghi sul gioco sicuro e responsabile dell’Agenzia delle dogane e dei monopoli che non verranno considerati pubblicità ma informazione.

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