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Teads rivela perché gli utenti italiani installano gli ad blocker

L’80% degli italiani ha definito il pop-up il formato più intrusivo. Dare agli utenti la possibilità di scegliere se guardare o no un contenuto pubblicitario, è uno dei motivi che potrebbe portare a riconsiderare l’installazione di un ad-blocker

Milano – 27 gennaio, 2016: Teads, leader globale nel mercato della pubblicità video native e proprietaria di una piattaforma innovativa per la valorizzazione delle inventory dei premium publisher online, è lieta di annunciare i risultati di una ricerca realizzata in collaborazione con Research Nowsul perché gli utenti decidono d’installare gli ad blocker. Un interrogativo a cui si è voluto dare una risposta per aiutare il mercato a capire cosa sviluppare a livello tecnologico per continuare a supportare l’editoria online e allo stesso tempo per creare un dialogo lineare tra inserzionisti e utenti, senza che i primi siano un elemento di disturbo nell’esperienza di navigazione di questi ultimi.

Dalla ricerca sono emersi due dati molto rilevanti: tre utenti su quattro hanno dichiarato che i formati forzati e intrusivi sono tra le principali ragioni che motivano l’installazione di sistemi che bloccano l’erogazione dell’annuncio pubblicitario. Inoltre, per l’80% degli italiani il formato pop-up è il più fastidioso e penalizzante durante la navigazione online.

Per scaricare una copia dello studio globale di Teads circa gli ad blocker, per favore,
visita il sito http://info.teads.tv/ad-blockers-it


Altri risultati interessanti in Italia:

Sulla base di questi aspetti Michele Marzan, Ceo di Teads Italia, ha dichiarato: “Gli utenti di tutto il mondo hanno espresso un’avversione nei confronti dei formati intrusivi, ma fornirgli la possibilità di scelta è la chiave per aprire un dialogo migliore con essi. La rapida crescita della diffusione di sistemi in grado di bloccare l’erogazione di un contenuto pubblicitario è già un campanello d’allarme per tutti gli attori del panorama della pubblicità video online e dobbiamo prestare attenzione alle domande dei consumatori che oggi richiedono più rispetto per la loro esperienza di navigazione online. Noi di Teads in tal senso, siamo in prima linea nel sostenere che sono sempre gli utenti a decidere se fruire un annuncio oppure no. Ecco perché stiamo concentrando le energie del nostro dipartimento ricerca e sviluppo in questa direzione.”

Teads ha intervistato oltre 9000 persone per questo studio, a livello globale. Essi sono suddivisi in tre gruppi: utenti con ad blocker attivo su desktop/laptop, con ad blocker attivo su mobile e utenti a conoscenza di questi strumenti ma che non ne hanno installato ancora uno. La ricerca di Teads è stata condotta tra i due principali mercati digital internazionali tra cui Stati Uniti, America Latina (Messico, Brasile, Argentina) e le 5 principali città europee, tra cui Inghilterra, Germania, Spagna, Francia e Italia.

Alcuni dati interessanti a livello globale:

Teads negli ultimi anni ha sempre lavorato guardando in prospettiva e provando a costruire esperienze di branding che unissero le esigenze degli utenti con quelle dei marchi e dei publisher. L’inRead , infatti, fiore all’occhiello di Teads, è un formato che si apre all’interno di un contenuto editoriale e skippabile dall’inizio. Il video parte solo quando è visibile per più del 50% del player e si interrompe quando meno visibile. Soprattutto, non si sovrappone ad altri contenuti. Forbes, Slate, Bonnier Corp, The

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