I Rolling Stones contro Trump: “non usi le nostre canzoni per la sua campagna”

Pubblicato da: Fowkes- il: 05-05-2016 14:44 Aggiornato il: 05-05-2016 14:49

Nuova tirata di orecchie per il candidato repubblicano alla Casa Bianca. I componenti della band, dopo i ripetuti inviti nei suoi confronti a non usare la loro musica durante la campagna elettorale, si sono avvalsi di un comunicato ufficiale per invitare il magnate a non intrattenere più il suo pubblico con i loro successi.

rolling stones

Le canzoni della band usate da Trump sono state diverse, “You can’t always get what you want”, “Sympaty for the devil” e “Brown sugar”. Generalmente questi brani vengono usati per intrattenere la folla per circa una quarantina di muniti prima dell’inizio del comizio ed alla fine dello stesso per accompagnare l’uscita del candidato.
Martedi sera dopo la vittoria nelle primarie in Indiana, Trump è uscito di scena con “Sturt me up”, dei Rolling Stones, per l’appunto. Gli Stones, per l’ennesima volta, non hanno gradito e tramite un comunicato ufficiale hanno invitato il Sig. Trump a non fare più utilizzo dei loro brani come colonna sonora delle sue primarie. Molto attenti quindi, i componenti del gruppo, a prendere le distanze dal candidato repubblicano, che nonostante i vari e ripetuti avvisi, sembra infischiarsene.

Vecchi dissapori a colpi di coltello tra la band e Trump

D’altra parte, che tra la band ed il miliardario americano non scorresse buon sangue, lo si sapeva già. Infatti, nel 1989, Keith Richards lo minacciò con un coltello. A raccontare l’aneddoto alla stampa fu l’allora promoter Michael Cohl, testimone diretto dell’accaduto.
Gli Stones, avevano in programma l’ultima tappa del loro tour al Convention Center di Atlantic City, il cui titolare era, neanche a dirlo, Donald Trump, il quale sponsorizzava l’evento con il Trump Plaza Hotel and Casino.

Lo staff della band aveva preso accordi per la diretta tv ma la band aveva espresso il desiderio di non vedere la propria immagine associata a quella di Trump durante quell’evento. Niente Trump
Michael Chol riuscì a convincere quindi il magnate a non partecipare all’evento ed al fatto che la sua figura non sarebbe stata pubblicizzata.
Ma una volta in sala stampa la band si accorse che la conferenza era già iniziata e che a presenziare la scena era proprio il magnate americano.

Lo staff della band provò ripetutamente a convincere Trump ad allontanarsi dalla scena, ma con scarsi risultati. Keith Richards spazientito tirò fuori un coltello sbattendolo sul tavolo, avvisando Cohl che se Trump non si fosse allontanato…..a buon intenditore poche parole.
Cohl provò quindi a convincere Trump ma le cose non andarono bene, gli animi si riscaldarono fino a giungere all’allontanamento dell’imprenditore ad opera di una quarantina di persone dello staff degli Stones.

Vecchia ruggine, quindi, tra il milionario repubblicano e la Rock Band

Ma i Rolling Stones non sono gli unici a prendere decisamente le distanze da Trump.

trump

Infatti, il candidato repubblicano nella corsa alla Casa Bianca, ultimamente sta subendo una vera e propria dieta snellente della sua playlist elettorale. La stessa politica ( è il caso di dirlo ) degli Stones, è stata attuata da altri personaggi del mondo della musica, che per nulla intendono vedere il loro nome e la loro arte, associati al personaggio di Donald Trump. Fra questi, troviamo i nomi di Adele, quello degli Aerosmith, i Rem, Neyl Young, Elton John…insomma, sembra proprio che Trump debba rivedere i suoi gusti musicali. Infatti, è proprio lui a scegliere i brani che dovranno accompagnarlo sul palco.

Però, potrà contare sulle note di Kid Rock che si è dichiarato favorevole a Donald Trump come Presidente degli Stati Uniti.

Altri vip si allontanano da lui

Da aggiungere anche che, come se non bastasse il mondo della musica, anche il mondo dello spettacolo prendere nettamente le distanze, in tutti i sensi, da Donald Trump. Alcune star del cinema e della televisione hanno infatti affermato che in caso di vittoria di Trump alle presidenziali, lascerebbero gli Stati Uniti. Come ad esempio Rosie O’Donnel, Lena Dunham, Whoopi Goldberg, Cher, Eddie Griffin, Barry Diller e Samuel L. Jackson.
Trump ha sdrammatizzato: “ se vinco ci liberiamo di Rosie O’Donnel? Meraviglioso.

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