La facoltà di Ingegneria della Università degli studi Niccolò Cusano entra nella classifica Vqr

Pubblicato da: Giovanni Damiano- il: 28-04-2017 17:26 Aggiornato il: 02-05-2017 11:13

La facoltà di Ingegneria della Università degli studi Niccolò Cusano si è guadagnata il sesto posto nella speciale classifica Vqr (Valutazione della qualità della ricerca), stilata dall’Anvur, l’Agenzia nazionale per la valutazione del sistema universitario e la ricerca. Un risultato importante raggiunto grazie all’impegno dei docenti e agli investimenti che l’ateneo ha fatto in questi anni, come ha sottolineato il professore Gino Di Bella, coordinatore della facoltà di Ingegneria.

“Questo- ha spiegato all’agenzia Dire- per noi è un risultato di grandissimo prestigio che premia 4 anni di duro lavoro che è stato fatto dalla struttura, che ha fatto investimenti significativi consentendoci di avere in tempi estremamente rapidi dei laboratori e ci ha consentito di acquisire personale di alto livello da altri atenei. Durante questo periodo c’è stato un grande impegno anche da parte dei professori e dei ricercatori nella messa a punto della parte didattica che, essendo telematica, ha richiesto tempo e impegno notevoli.

Questi risultati hanno trovato riscontro anche da parte degli studenti che hanno riconosciuto in questo ateneo una struttura di grande valore visto che in tre anni l’Università è passata da 20 a circa 1.000 matricole.




Il laboratorio dell’ateneo è un fiore all’occhiello che ha permesso alla Niccolò Cusano di vincere due progetti Prin (Progetti di rilevante interesse nazionale), banditi dal ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca. “Il nostro progetto- ha continuato Guarino- mira a ottenere dei rivestimenti per chiglie di barche e navi che siano antivegetativi, che evitino la formazione di alghe e vegetazione varia sullo scafo della barca. Questo da un lato si traduce in un minor attrito dello scafo, quindi un minor consumo energetico, dall’altro evita il diffondersi delle diverse specie vegetative da un territorio ad un altro. È un progetto a cui crediamo molto, sviluppato in collaborazione con altre aziende italiane, in particolare la Azimut Benetti che produce navi e yacht di alto profilo. Questo anche per dire che la ricerca che facciamo qui- ha concluso- ha un impatto  decisivo e può essere utilizzata dal mondo industriale per poi avere dei prodotti di elevato profilo”.

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