Gasparri contro studenti Coris de La Sapienza a colpi di tweet

Pubblicato da: Antonio Santamato- il: 05-04-2016 12:12 Aggiornato il: 05-04-2016 12:17

Il capogruppo del Pdl al Senato, Maurizio Gasparri, all'arrivo a Palazzo Grazioli per l'ufficio di presidenza presieduto dal premier Silvio Berlusconi, questo pomeriggio 01 giugno 2011 a Roma. ANSA/ALESSANDRO DI MEO

Chi non muore si rivede…e Maurizio Gasparri si rivede spesso, troppo spesso! A colpi di tweet questa volta ha inveito contro gli studenti di Scienze della Comunicazione del Dipartimento Coris de “La Sapienza” di Roma. Uno studente del corso di Social Media Management ha stuzzicato il Senatore scrivendo:

“#smm16 On. @gasparripdl oggi è stato citato più volte a lezione (social strategy) per i suoi #EpicFail Twitter. Qualcosa da dire al riguardo?”. Subito si è scatenata la polemica con Gasparri che ha insultato gli studenti scrivendo: “Immagino commenti insulsi di dementi, quindi non interessato, curatevi, anche se siete senza speranza”.

Gli studenti hanno difeso la loro categoria e sul social si è scatenata la querelle; subito è intervenuto il contatto Twitter della sezione Coris dell’Università: “Dispiace che il VicePres. @SenatoStampa parli così di docenti e studenti dell’Università Italiana. @MiurSocial @SapienzaRoma”. Immediata la risposta da totalitarismo dell’On.: “Pensate di intimorire con questi indirizzi? Errore, ora mi occuperò di voi”. La querelle ha visto Maurizietto difendersi con un vittimismo insulso da scuola primaria: “E’ il Dipartimento che molesta e minaccia #nongiratelefrittate”- ha scritto. Strano non abbia chiamato anche la maestra; in compenso ha invitato gli studenti a studiare.

Spiacevole che un rappresentato dello Stato, Vice Presidente del Senato, possa considerare intimidatorio e minaccioso citare su un profilo Twitter, il Senato, il Ministero dell’Università e la Ricerca o l’Università di Roma “La Sapienza”, tra l’altro una delle Università più importanti d’Italia, simbolo doc della ricerca e delle eccellenze, per cui migliaia di studenti e genitori versano tasse (alte, molto alte!) facendo sacrifici per dare un futuro migliore ai loro figli. Gasparri si infuria, lancia battutine irriverenti, spesso poco intelligenti e prive di contenuti interessanti, spesso oltraggia, apostrofa i cittadini; gli stessi cittadini che dovrebbero – e a questo punto il condizionale è d’obbligo- ricevere rispetto e attenzione.

Poi se sei fortunato riesci anche a farti bloccare il profilo dall’Onorevole; che poi bisogna capire qual è la punizione: essere bloccati o continuare a guardare i suoi tweet. Peccato che a chiosare gli studenti di comunicazione e giornalismo sia stato un giornalista ed ex Ministro delle Comunicazioni: anche stavolta ha prevalso la pratica del “lei non sa chi sono io”.  Un esempio perfetto di welfare state.

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