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Egizia di 2300 anni fa ricostruita in 3D da un teschio mummificato

Quella che vedete nella foto che segue è un’egizia risalente a ben 2300 anni fa, ricostruita con le tecnologie attuali,grazie al ritrovamento in uno scantinato di una università australiana, del suo teschio mummificato.

Dal teschio mummificato alla ricostruzione in 3D

Dei ricercatori australiani sono riusciti a ricostruire il volto della donna egizia vissuta 2300 anni fa, grazie sia ad una stampante 3D che a tecniche di medicina legale. Il risultato ha permesso quindi di scoprire il volto di questa donna, preservando il reperto archeologico da una eventuale rovina, nonostante le sue pessime condizioni attuali. Il reperto originale si trovava nell’università di Melbourne in Australia, per la precisione in una cantina, portato li nel 1900 da Frederic Wood Jones (archeologo e professore di anatomia) per poi abbandonato a se stesso.

La testa mummificata ha consentito ai ricercatori di analizzare i pochi dati presenti in esso e di ricostruire il volto della proprietaria grazie alle recenti tecnologie. Un curatore dell’università si è imbattuto di recente nel teschio, il quale stava marcendo in cantina, per evitare di perdere il ricordo della donna, è stato deciso di lavorare su di esso con il massimo dell’attenzione e della cura per ottenere il risultato appena mostrato.

Se avessimo analizzato il teschio utilizzando le tecniche mediche semplificate, avremmo sicuramente potuto frantumarlo del tutto, cosi abbiamo pensato di fare una TAC e di ricostruire la testa di quella persona in 3D utilizzando una stampante con ben 140 ore di lavoro. Attualmente stiamo cercando di capire in che data la donna sia morta, probabilmente nel 300 avanti Cristo.

Un tempo era impossibile capire le reali fattezze di un volto umano avendo un teschio a disposizione, oggi non è più cosi e grazie alle tecnologie di cui l’uomo dispone, è possibile come in questo caso scoprire le sembianze dell’uomo la donna vissuti migliaia di anni fa.

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