Xerox e Nokia: volano i profitti ma si tagliano i dipendenti
Due aziende tanto diverse come Xerox e Nokia si muovono con le stesse strategie in questa lunga crisi economica di inizio secolo: due società che vanno inserite nel settore tecnologia, entrambe hanno annunciato utili in grande crescita rispetto l’anno scorso, riuscendo a battere anche le previsioni degli analisti, ma allo stesso tempo hanno dato l’annuncio dell’esubero di migliaia di posti di lavoro.
Xerox ha più che raddoppiato l’utile del terzo trimestre, grazie a un incremento del giro d’affari e all’acquisizione di Affiliated computer services.
La società di Norwalk, Connecticut ha chiuso il trimestre con profitti per 250 milioni di dollari, 17 centesimi per azione, contro i 123 milioni, 14 centesimi per azione, dello stesso periodo di un anno fa, mentre il giro d’affari è salito del 48% a 5,43 miliardi di dollari.
Non solo: Xerox ha alzato le previsioni per il 2011 a un livello compreso tra 1,05 e 1,10 dollari per azione, quando le precedenti stime erano per una forchetta tra 95 centesimi e 1,05 dollari. Nonostante tutto ciò, la società intende comunque eliminare 2.500 posti di lavoro, circa il 2% di 133.000. Già a gennaio la società americana aveva tagliati altri 2.500 posti, un taglio ai costi che ha contribuito non poco al miglioramento dei conti.
Se il problema di Xerox è quello di differenziare il business (le stampanti non sono certo la tecnologia del fututo), Nokia deve fare i conti con una concorrenza sempre più agguerrita in un settore tutto proiettato in avanti. Per recuperare quote di mercato ha appena ingaggiato un nuovo amministratore delegato, Stephen Elop, che oggi si è presentato per la prima volta al mercato con i dati trimestrali.
Nokia è uscita dal rosso di bilancio nel terzo trimestre del 2010, realizzando un utile netto di 529 milioni (-559 milioni un anno prima), migliore delle attese. Il fatturato è aumentato del 4,7% a 10,27 miliardi e le vendite del 2% a 110,4 milioni di apparecchi con un prezzo medio di 65 euro (60 euro la stima). Ma non basta: Nokia ha annunciato il taglio di 1.800 posti di lavoro in tutto il mondo “per accelerare la trasformazione e migliorare la sua performance”. Il gruppo finlandese ha anche rivisto in lieve ribasso la propria quota di mercato nel 2010.



