Google lascia la Cina, traffico ad Hong Kong
Ha chiuso i battenti, come previsto, Google Cina; dopo due mesi di assoluto braccio di ferro con Pechino, seguiti ad un violento attacco hacker, la società di Mountain Viwe ha deciso di ribellarsi alla censura imposta dal regime cinese; e, almeno per il momento, ha trovato un modo per aggirarla: reindirizzando il traffico al sito di Hong Kong, Google.com.hk, che offre risultati non filtrati in cinese. Con la frase: «Benvenuti nella nuova casa di Google Cina».
Da una nota presente sul blog della società viene spiegato che in Cina rimarranno solamente alcuni servizi commerciali (vendita di inserzioni pubblicitarie sui motori di ricerca), solo per tenere un piede in un mercato in pieno boom: Riteniamo che questo nuovo approccio di fornire ricerche non censurate in cinese semplice attraverso Google.com.hk sia una soluzione ragionevole – viene spiegato -: è interamente legale e aumenterà significativamente l’accesso all’informazione dei cinesi. Ci auguriamo che il governo cinese rispetti la nostra decisione, anche se siamo consapevoli che potrebbe bloccare l’accesso ai nostri servizi».
Ora Cnbc Baidu (il principale motore di ricerca in lingua cinese) potrebbe conquistare circa il 95% del mercato della ricerca online.



