Epatite A: origine e prevenzione
L’epatite A è tra le infezioni più diffuse negli ultimi 20 anni. Oggi, grazie alla conoscenza e allo sviluppo di norme di prevenzione, la percentuale dei soggetti colpiti è in netta diminuzione.

La via di trasmissione più comune è legata al consumo di alimenti contaminati dal virus, presente nelle feci: ciò si verifica, ad esempio, quando un soggetto infetto, dopo essere andato in bagno, non si lava le mani e tocca cibo che verrà consumato da altri, oppure quando gli alimenti sono lavati con acqua contaminata. Si comprende, quindi, l’importanza delle norme igenico-sanitarie.
In generale, i consiglia di non mangiare frutta o verdura non lavata e di non ingerire alimenti poco cotti. Particolarmente a rischio è il consumo di molluschi (cozze crude o parzialmente cotte).
L’epatite A ha un periodo di incubazione che oscilla tra le 2 e le 6 settimane; i sintomi (anche se nella maggior parte dei casi l’infezione è asintomatica) scompaiono dopo qualche settimana. In linea di massima, la malattia si risolve spontaneamente entro 10 settimane, senza bisogno di cure specifiche e senza conseguenze rilevanti sul fegato (rarissime sono le epatiti A fulminanti).
Contro l’epatite A esiste il vaccino, consigliato solo alle categorie a rischio, visto il carattere “innocuo” dell’infezione.




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