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Empoli: primo carcere per transessuali

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Era un ex carcere femminile a custodia attenuata quello che, tra qualche settimana, inaugurerà come primo penitenziario per soli detenuti transessuali. Siamo ad Empoli, dove il provveditore toscano dell’Amministrazione penitenziaria, Maria Pia Giuffrida, ha annunciato che entro un paio di giorni saranno conclusi i lavori di adeguamento del carcere Pozzale dove già a fine marzo potrebbero esservi trasferiti circa 30 detenuti
trans che al momento sono ospitati in un’ala dedicata del penitenziario di Sollicciano a Firenze.

Giuffrida ha presentato la nuova struttura incontrando i trans nel carcere di Sollicciano: «Mi sono sembrati
tutti molto soddisfatti per questa novità», ha riferito. In vista dell’arrivo dei trans sono stati avviati dei corsi di aggiornamento per il personale («Ci saranno agenti di polizia penitenziaria donne ma la maggior parte
saranno maschi», precisa Giuffrida).

La struttura avrà un orto e una biblioteca, e vi si svolgeranno anche attività scolastiche.
Sono meno di un centinaio, su un totale di oltre 65mila, i detenuti transessuali nelle carceri italiane. Per essi il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria ha avviato già da qualche tempo un programma che possa risolvere il dilemma di una loro collocazione in reparti nè femminili nè maschili.

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