La crisi uccide i regali inutili, boom di gift card
«Non avresti preferito dei soldi come regalo?». È questo il claim della campagna pubblicitaria natalizia della Western Union, accompagnato da foto di regali inutili, come un ferro da stiro per uno stropicciato ventenne o
un maglioncino taglia S per un uomo che a stento entra in una XXL.
Essì che la Western Union, leader nel trasferimento di denaro nei pagamenti globali, ci ha visto lungo quest’anno: la crisi non ammette sprechi e regali sbagliati. Meglio i “cash”, ma anche pacchetti prepagati (smart box) e buoni spesa: è boom di regali monetarizzati che hanno la rassicurante forma di una carta di credito.
Il “turboconsumismo” «Da un punto di vista commerciale, se il Natale non esistesse bisognerebbe inventarlo» per citare la scrittrice inglese Katherine Whitehorn. La sua funzione di dare ossigeno all’economia la esercita spingendo milioni di persone a caccia di sali da bagno, cornici d’argento, cravatte (solitamente brutte),
statuette che cambiano colore in base al tempo, candele profumate, cioccolatini, penne, nani da giardino.
C’è addirittura chi, organizzato in piccole comunità, per il 26 dicembre indice la “Serata del regalo pacco”
dove si portano i propri regali inutili per scambiarli con quelli altrui. Ma tutto questo ha un prezzo.
Il prezzo è… sbagliato.
Diverse ricerche dimostrano che la maggior parte delle persone spende inutilmente cifre piuttosto cospicue in doni sgraditi.
Secondo quanto reso noto da uno studio di Confcommercio e Findomestic, in Italia per i regali natalizi la spesa pro capite corrisponde a 210 euro, con una media di 850 euro per ogni famiglia e quasi la metà degli
italiani (il 48,7%) spenderà in doni fino a 300 euro.
Inoltre tutti questi sondaggi evidenziano come la metà degli intervistati si dica non solo insoddisfatto dei regali ricevuti, ma anche stressato dallo sforzo (vano) nel cercare il regalo “giusto”. «La mole di tempo, di denaro e l’impegno profuso per le spese di Natale sono infiniti» ha commentato Gabriel Sorbo, Regional
Director Italy di Western Union.
E se la “monetarizzazione” del regalo non è più un tabù, la soluzione non è solo il contante. La catena si gioca le “carte”.
Nei negozi delle grandi catene di abbigliamento, arredamento, tecnologia, libri e profumeria da H&M aMango, Zara, Sephora o Media World, Trony, Feltrinelli e Ikea, la parola d’ordine è “gift card” ovvero la carta regalo che si può ricaricare alla cassa con l’importo desiderato da 5 a 1000 euro.
«Per chi deve fare un regalo ma non ha idee – spiega la profumeria Sephora – la card non fa perdere tempo, rischiando di comprare regali che poi finiscono in fondo ai cassetti». Insomma, se prima il motto era “basta il pensiero”, ora è: “il pensiero potrebbe essere sbagliato, ma bastano i soldi, poi me la sbrigo io”.
Piccoli “lussi” da regalare: Lo stesso principio delle gift card vale per gli abbonamenti al cinema, a riviste e per le “smart box ”. La Manor, ad esempio, offre card utilizzabili anche per mangiare al ristorante, mentre
alla Fnac si può acquistare il cinema con la Wazoo card (da 5 ingressi da 34,90 euro o da 7 per 48,90 euro). Chi della “monetarizzazione” del donone ha fatto un marchio è Smartbox: si regala tempo libero per ogni occasione scegliendo il “pacchetto”da una gamma di 13 cofanetti regalo legati al benessere, all’avventura, ai soggiorni e alle cene.
Oppure Elation, con una vasta offerta di idee regalo suddivise in “cofanetti regalo” per singole esperienze, con una scelta tra migliaia di possibilità diverse, dallo sport al tempo libero, dal benessere all’enogastronomia. Ci sono poi i cosiddetti “Scrigni delle Emozioni” che sono dei cofanetti regalo con un prezzo prestabilito che lasciano al destinatario la scelta finale dell’esperienza da vivere tra quelle proposte nel cofanetto. E infine i Buoni regalo, di diverso valore, che lasciano al destinatario la scelta libera dell’esperienza preferita tra quelle presenti sul sito.
Il gradimento dovrebbe così essere assicurato, a meno ché a chi riceve il buono regalo non venga in mente un messaggio subliminale: “Tu per me vali tot euro”.



