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Le proprietà terapeutiche del tè

Il tè ha origini antichissime. Fù un monaco giapponese di ritorno dalla Cina a far conoscere questa pianta e a divulgarne le proprietà tra i circoli di corte in Giappone. In Europa il tè arriva solo alla fine del XVII secolo, grazie ai commerci tra Olanda e Cina ed oggi è considerato una bevanda con proprietà terapeutiche.

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Sono tre le varietà di tè più conosciute: quello nero, diffuso soprattutto in Occidente, quello verde, dal sapore dolce, ottenuto dalla sola essiccazione delle foglie (senza fermentazione) e la qualità Oolong.

Ricco di potassio, il tè è un buon diuretico e la presenza di caffeina lo rende un valido ricostituente in caso di astemia e depressione. Privo di calorie, questa bevanda ha numerosi effetti curativi.

In particolare, il tè verde possiede elevate quantità di polifenoli dall’effetto antitumorale, detti “catechine“. Questi principi attivi svolgono un’azione antiossidante 20 volte maggiore della vitamina E, proteggono le cellule nervose e prevengono le malattie cardiocircolatorie, perchè riducono il colesterolo “cattivo”, fanno aumentare quello “buono” e abbassano i trigliceridi.

Oltre alle proprietà antitumorali, il tè verde rinforza il sistema immunitario, rinforza denti, gengive, capelli e unghie; inoltre, grazie alla presenza di vitamina K accelera la cicatrizzazione delle ferite.

Per godere dei suoi effetti benefici, la dose consigliata è 3 tazze al giorno, che contrastano anche la comparsa di malattie degenerative come l’Alzheimer e il Parkinson.

In commercio si trovano tè deteinati (nei quali la caffeina viene eliminata con l’uso di solventi chimici che rimangono nel prodotto) e tè industriali aromatizzati con additivi e sostanze artificiali (frutti di bosco, pesca, ecc…): queste bevande poichè hanno subito numerosi trattamenti chimici, non sono in grado di svolgere un’azione curativa.

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