Gasparri e Trans “Quelle voci su di me e i trans per infangarmi”
Oramai nella politica italiana dopo le vicende legate al caso Marrazzo è caccia aperta sul mondo politico, questa volta a farne le spese e Maurizio Gasparri, il quale interviene prontamente sul nascere delle voci che stanno ormai prendendo piede in questi giorni, riguardante una presunta partecipazione ad una retata anti-trans del 1996. “Questo vociare è uno squallore vergognoso. Ma vi giuro che il primo che scrive una riga fuori posto, o che solo lascia intendere qualcos’altro, lo trascino in tribunale“.
Sceglie “Il Giornale” per stroncare tali voci sul nascere, riguardanti un episodio raccontato a molti dallo stesso Gasparri, che nel 1996 venne invitato al Circolo del Polo, nella zona sportiva dell’Acqua Acetosa che a quel tempo era piena zeppa di trans, la moglie di quest’ultimo arrivò assieme ad Italo Bocchino poiché il marito gli riferì di doversi attardare per questioni riguardanti il partito.
Gasparri arrivò in ritardo perché una pattuglia dei Carabinieri vista l’auto su cui viaggiava quest’ultima andare a rilento si era insospettita, ma in realtà quest’ultimo non riusciva a trovare la strada esatta, tuttavia riuscì a giungere a destinazione. Proprio appena giunto a destinazione, per giustificarsi con gli altri del notevole ritardo raccontò l’accaduto “Aho, ma lo sapete? M’hanno fermato i carabinieri qua vicino. Pensa se passava qualcuno e me vedeva, poteva pensà che annavo coi trans!”.


