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La colite

Generalmente, con il termine “colite” si indica un forte dolore alla pancia, localizzato, talvolta associato a scariche diarroiche. Queste sono le forme più frequenti e benigne, non associate ad un’infiammazione della mucosa del colon.

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Esistono, però, due forme in cui compare un’infiammazione intensa: sono la colite ulcerosa e la malattia di Crohn. La prima è caratterizzata dalla presenza di ulcere nel colon e nel retto; mentre, il morbo di Crohn è una patologia autoimmune che colpisce più frequentemente le donne ed è  in aumento nel mondo occidentale.

Si tratta di un’infiammazione della parete intestinale che può provocare un malassorbimento dei principi nutritivi introdotti con l’alimentazione, fistole, dolori addominali ed evacuazioni irregolari. Per alleviare i sintomi è opportuno suddividere la dieta in piccoli pasti (5-6 al giorno) e ridurre il consumo di prodotti raffinati (farine, zucchero bianco), sale, spezie, grassi animali, alcol e caffè; è utile, invece, incrementare il consumo di carboidrati grezzi, fibre vegetali e Omega 3, che fortificano la flora batterica e accelerano la guarigione delle lesioni intestinali.

In generale, che soffre di colite e dolori addominali deve evitare di irritare il colon con fibre dure e legnose, che richiedono un’elaborazione complessa; per questo, una volta al giorno, è consigliabile consumare un’insalata di ortaggi teneri condita con olio extravergine d’oliva e aceto di mele che purifica e riequilibra la flora batterica. Pane, pasta e patate è meglio sostituirle con l’amido di riso integrale.

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