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Epatite C: un virus mutabile

Scoperto solo nel 1989, il virus dell’epatite C, oggi, è considerato il principale responsabile del cancro al fegato; nella maggior parte dei casi, l’infezione è asintomatica e dunque è difficile accorgersi di essere infetti.

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L’infezione, infatti, può durare tutta la vita, ma la progressione della malattia è lenta e variabile: statisticamente, il 30% delle epatiti croniche degenera in cirrosi, e il 5% dei casi di cirrosi degenera in carcinoma nell’arco di 25-30 anni.

La risposta immunitaria è resa difficile dall’alta mutabilità del virus, tanto che ancora oggi non è stato sviluppato alcun vaccino.

Come si contrae

Il virus dell’epatite C si diffonde tramite il contatto con il sangue infetto e attraverso la puntura con aghi contaminati, in seguito ad esempio a tatuaggi e piercing.

Il rischio di trasmissione della malattia madre-figlio è basso, così come quello per via sessuale.

La prevenzione

Per evitare il contagio, è importare adottare delle adeguate norme comportamentali nella vita quotidiana: non condividere siringhe o oggetti per l’igiene personale (rasoi, spazzolini, forbici), usare il preservativo durante i rapporti a rischio, esigere sempre strumenti monouso per i tatuaggi, piercing, trattamenti di bellezza e dal dentista.

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