Rabbia Forconi: da lunedì basta carburante dalla Sicilia
Era stato annunciato ed è arrivato. Lo sciopero dei Forconi riprenderà il prossimo lunedì con modalità differenti rispetto a quelle dei sei giorni di due settimane fa. Il greggio lavorato non varcherà lo Stretto di Sicilia e non arriverà nelle altre regioni.
Lo scioperò sarà a tempo indeterminato, perché, spiegano dai Forconi, “ormai non c’é più spazio per chi usa la politica per promettere”. Il movimento invita i politici “a dare risposte concrete o a dimettersi e andare tutti a casa”.
Sono pronti loro stessi a sostituirli: “non escludiamo – ipotizza il leader dei Forconi, Mariano Ferro – di trasformare il nostro movimento in un partito”. Contestano il premier Mario Monti e il governatore Raffaele Lombardo che, dicono, li hanno “lasciati fuori dalle trattative, senza la convocazione di un tavolo comune”.
Tra gli obiettivi “l’applicazione dello Statuto Siciliano che prevede la defiscalizzazione della benzina” e la “protezione dei prodotti agricoli dell’isola che sono un’eccellenza italiana da tutelare”. La politica nel futuro prossimo, forse, con l’organizzazione di comitati cittadini. Nell’immediato i Forconi si muovono come “sindacato che tutela gli interessi dei siciliani“.
E per questo attueranno dei presidi nelle quattro raffinerie dell’isola: a Priolo (Siracusa), Milazzo (Messina), Gela (Caltanissetta) e Termini Imerese (Palermo). Per “non fare uscire una sola goccia di carburante fuori dall’isola”, cercando di creare problemi alle compagnie petrolifere.



