Costa Concordia-Ultime notizie: 10 mesi per rimuovere il relitto – Gli abitanti protestano
Per rimuovere il relitto della Costa Concordia “ci vorranno dai 7 ai 10 mesi”. La stima e’ del commissario delegato all’emergenza, Franco Gabrielli.
“Prima avevamo l’obiettivo di trovare persone in vita, ora abbiamo l’obiettivo di non creare un disastro ambientale e di salvaguardare la vita degli operatori” ha spiegato il commissario durante il briefing con la stampa all’isola del Giglio.
“Questa e’ una situazione che i gigliesi, nelle loro coscienze, gia’ temevano o sapevano ma forse il Commissario doveva aspettare di avere un progetto preciso prima di dare la tempistica della rimozione” ha detto Sergio Ortelli, sindaco dell’Isola del Giglio, a Siena per ritirare il premio Santa Caterina d’oro per l’aiuto dato dalla popolazione ai naufraghi della Concordia. “Siamo ancora nell’emergenza – conclude Ortelli – io preferisco aspettare un progetto. E’ una valutazione da fare con prudenza. Lui, martedi’ o mercoledi’, avra’ un incontro su questo con la popolazione e gli operatori turistici. Certo se davvero lo scenario sara’ questo chiedero’ garanzie al Governo”.
Solo dopo che il carburante sarà stato eliminato si potrà iniziare a lavorare sulla rimozione della nave, sia che essa avvenga in un’unica soluzione, sia che il relitto venga tagliato in due e rimorchiato in due fasi successive. Ma per scegliere la società che si occupi di intraprendere quest’impresa ci vorranno almeno due mesi e altri sette o dieci mesi per rendere operativo il piano di allontanamento.
E la protesta degli abitanti dell’isola non ha tardato a farsi sentire. I residenti hanno dato luogo ad una petizione per chiedere che i funzionari forniscano maggiori informazioni su come la piena operatività delle operazioni di recupero possa coesistere con la stagione turistica che di qua a pochi mesi prenderà avvio. Al momento, l’accesso al porto per le imbarcazioni private è vietato e tutte le barche e i navigli devono rimanere almeno ad un chilometro e mezzo a distanza di sicurezza dalla nave naufragata. Mentre l’accesso al porto dell’isola del Giglio è consentito solo ai pescatori locali, ai subacquei e ai proprietari di barche private.


