La fidanzata si inventa lo stupro, otto mesi di carcere da innocente
Legnano — Dopo otto mesi di carcere e sei di arresti domiciliari è tornato in libertà Salvatore Bonito detto Cico, assolto con formula piena dai reati di tentato stupro e aggressione a mano armata ai danni della convivente Antonella Pedalino, che aveva deciso di accusarlo falsamente il 24 novembre 2010. Data la gravità delle accuse e il regime di presunzione di colpevolezza che vige per gli uomini indagati di violenza sessuale, in quella data la Procura aveva deciso di incarcerare Bonito, che per otto mesi è rimasto confinato a San Vittore nel reparto speciale destinato ai maniaci e ai violentatori: solo il 23 luglio dello scorso anno ha ottenuto gli arresti domiciliari.
Il caso si è risolto a distanza di più di un anno. L’accusatrice, chiamata a testimoniare in tribunale, dopo essersi contraddetta svariate volte alle domande della difesa ha alla fine ammesso di non essere mai stata costretta ad avere rapporti sessuali con Cico. Il pm, che in pratica difendeva la donna, ha dovuto così chiedere al giudice il proscioglimento dell’uomo che è stato per questo assolto per non aver commesso il fatto e liberato con effetto immediato dagli arresti in casa a cui era sottoposto. Non sappiamo se la donna sia stata iscritta come indagata per calunnia; per Cico invece una nuova vita, dopo che parte della sua è stata distrutta da accuse e menzogne infamanti, come spesso avviene del resto.



