Pubblicato il: 26 gennaio 2012

Delitto Mathas, chiesta l’assoluzione per Rasero. E Katerina è sempre libera

Genova — Chiesta l’assoluzione per Giovanni Antonio Rasero, il broker marittimo accusato di aver seviziato e ucciso in un raptus di follia il figlio della sua amante, Katerina Mathas, che si trovava con lui al momento del fatto nel corso di un festino a base di cocaina. I due erano stati arrestati nel maggio dell’anno scorso per omicidio in concorso, ma la Mathas è stata rilasciata subito grazie ad una perizia in cui si rilevava che le impronte dentali sul corpo del piccolo Alessandro erano di Rasero. Da quel momento la donna è rimasta in libertà, anche se indagata per abbandono di minore (la Procura della Repubblica ha riqualificato il reato stralciando l’ipotesi iniziale di concorso in omicidio), mentre l’ormai ex compagno ha dovuto restare in carcere. Condannato in primo grado a 26 anni di reclusione, si è sempre dichiarato innocente: adesso, nel processo di Appello, i suoi difensori hanno chiesto l’assoluzione per non aver commesso il fatto.

Katerina Mathas in giro per negozi nel centro di Genova

Katerina Mathas in giro per negozi nel centro di Genova

Il 18 gennaio scorso la Corte aveva rigettato la richiesta dei suoi legali di ammettere agli atti la testimonianza di Bruno Indovino, ex amante della Mathas che in un’intervista ha raccontato di un episodio in cui la donna avrebbe “fatto la matta con il bambino”. Secondo i suoi difensori e la Procura, Katerina la sera del delitto avrebbe lasciato solo Alessandro con Rasero in quanto impegnata a reperire delle dosi di cocaina. Sempre secondo il procuratore di Genova Marco Airoldi (le cui tesi coincidono sostanzialmente con quelle della difesa), nel trasportare il figlio in ospedale la Mathas non si sarebbe accorta che in realtà teneva in braccio un corpo ormai morto, facendo venire meno le ipotesi iniziali di concorso in omicidio. Per questo motivo il reato contestato alla donna sarebbe stato riqualificato in semplice abbandono di minore. Le obiezioni a questa ricostruzione avanzate dalla difesa di Rasero e basate su una perizia secondo la quale il calco dentale non corrisponderebbe a quello del broker sono state dichiarate inammissibili.

Katerina Mathas è stata spesso contestata in quanto “madre snaturata interessata più alla droga che al figlio” soprattutto in occasione di alcune foto in cui veniva ritratta a depositare fiori sulla tomba del piccolo: secondo alcuni, si sarebbe appropriata dei fondi destinati dal comune di Nervi alle esequie per acquistare altra droga. Subito dopo la morte di Alessandro inoltre, numerosi testimoni dichiarano di averla vista frequentare diverse discoteche e locali della Riviera ligure.