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Nave da crociera naufragata – Schettino: “Ho salvato molte vite”

“Ero io al comando” al momento dell’impatto. “Ho salvato centinaia, migliaia  di persone” e “non ho abbandonato la nave”.  E’ quanto ha detto il comandante della Costa Concordia Francesco Schettino al gip nel corso dell’interrogatorio di garanzia tenutosi a Grosseto. Il comandante ha risposto alle domande di gip Valeria Montesarchio per circa tre ore durante l’udienza per la convalida di fermo. Schettino è accusato di omicidio colposo plurimo, naufragio e abbandono della nave dopo l’incidente che ha coinvolto la Costa Concordia venerdì 13 all’Isola del Giglio. “La nave dopo l’urto con lo scoglio ha avuto uno sbandamento di 90 gradi. Non potevo risalire sopra” ha detto Schettino difendendosi dall’accusa di aver abbandonato la Concordia prima che fossero finite le operazioni di salvataggio dei passeggeri. “Provate voi se vi riesce a risalire su una imbarcazione in quelle condizioni. Ci vuole un elicottero…ci vuole”, ha ripetuto il suo legale Bruno Leporatti.

All’esterno dell’aula, durante l’interrogatorio erano presenti la moglie, il fratello e un cugino del comandante Francesco Schettino. “Sentiamo il dovere di respingere con forza qualsiasi tentativo di delegittimazione della sua figura – ha affermato la moglie, Fabiola Russo – invitando a comprendere la sua tragedia ed il suo dramma umano”.  “Molti dei particolari pubblicati, relativi al comportamento del comandante Schettino, sono da verificare, mentre i tanti che l’hanno conosciuto bene, hanno testimoniato la sua dedizione assoluta al lavoro e la sua professionalità, dimostrata anche dalla manovra prontamente decisa ed attuata per limitare al massimo le conseguenze dell’incidente ai passeggeri presenti a bordo”.
“Il comandante Francesco Schettino ha risposto lungamente a tutte le domande che gli sono state fatte durante l’interrogatorio di garanzia” ha detto il suo difensore, mentre per il procuratore Francesco Verusio “la ricostruzione dei fatti non ha modificato l’impianto accusatorio della procura”.

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