Sesso in cambio di lavoro: Donna rifiuta e viene licenziata
La squallida vicenda è accaduta a Treviso a vede protagonista una giovane di 25 anni, perdere il posto di lavoro per delle avance sessuali rifiutate.
La ragazza trevigiana infatti, dopo ripetute e insistenti richieste di prestazioni sessuali da parte del proprietario e capo reparto dell’azienda dove lavorava, all’ennesimo rifiuto, viene licenziata. L’azienda infatti è dalla scorsa primavera che combatte con una forte crisi economica, e si cominciava quindi a parlare di licenziamento.
Da lì cominciavano le pressanti avance sessuali del proprietario e capo reparto ma la giovane all’ennesimo rifiuto viene licenziata in tronco. La ragazza però decide di non subire passivamente questa situazione e denuncia ai carabinieri l’accaduto.
Subito iniziano le indagini coordinate dal Pm Francesca Torri. Il giudice Elena Rossi, ritenendo credibile l’impianto accusatorio, ha disposto il rinvio a giudizio dell’imprenditore e del caporeparto per violenza sessuale. L’avvocato difensore Barzan che assiste il capo reparto, ha prontamente dichiarato che le richieste sessuali sono solo un’invenzione e che l’operaia venne licenziata perché l’azienda era in crisi.
C’è da sottolineare anche che l’operaia ancora non si è costituita parte civile né ha chiesto risarcimento danni.



