Otto attacchi ai giocatori del Napoli in un solo mese: spunta l’ipotesi di un complotto della camorra.
Un tempo a Napoli i calciatori erano qualcosa di intoccabile, ora non più. In poco meno di un mese e mezzo sono stati otto i colpi messo a segno contro alcuni giocatori.
In principio fu la compagna dell’attaccante Lavezzi, rapinata del prezioso rolex da due malviventi armati di pistola. Dopo di lui Aronica, vittima di un duplice furto d’auto, una Panda e una Fiat500 a noleggio. Infine fu la volta di Martina Hamsik, moglie di Marek, e Barbara, consorte dello stopper Fideleff. Un lista lunga e che desta molti sospetti soprattutto per via dell’importanza che la squadra del Napoli e i suoi giocatori rivestono in questa città.
Ma i tempi oggi sono cambiati radicalmente. Quando derubarono Maradona i guaglioni fecero a gara per riparare il torto, oggi invece pochi parlano, anzi nessuno. Gli inquirenti indagano con prudenza mentre ipotesi sempre più suggestive prendono piede. La più eclatante, che pare essere al vaglio degli investigatori, è quella di una possibile guerra in atto fra De Laurentis, presidente del Napoli, e la camorra.
La storia deriverebbe dall’iniziativa di De Laurentis di vendere i biglietti per le partite del Napoli on-line, una strategia messa in atto per arginare l’operato dei bagarini e la vendita illegale di biglietti fuori dallo stadio. Il business, particolarmente redditizio, sarebbe da anni in mano alla camorra che perciò, non avrebbe gradito un intralcio ai propri affari. Da qui l’ipotesi che l’attacco subito dai calciatori del Napoli, con furti di auto, gioielli e soldi, aggressioni a mano armata anche alle famiglie, sarebbe in realtà rivolto a De Laurentis. Lo scopo della camorra sarebbe appunto quello di intimorire i giocatori e costringerli a lasciare la città spingendo nuovamente la squadra verso la B e il fallimento.
Per ora però gli inquirenti non parlano. Il questore Merolla rassicura l’opinione pubblica, ma ammette che “La concentrazione temporale balza agli occhi anche a noi, perciò guardiamo questi fatti con un certo interesse”. Ricorda infatti che casi simili sono già accaduti in passato a giocatori del Napoli, basti citare il furto a Maradona, “ ma una stranezza c’è: che adesso non si restituisca all’eroe il maltolto”.
Di certo una concentrazione di tali fatti, in così poco tempo, desta grande allarme, soprattutto a Napoli, una città dove, fino a ieri i giocatori erano trattati come idoli intoccabili da proteggere e adulare. Fino a ieri appunto.
Di Valentina Vanzini


