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Protesi Killer. Dopo la Francia scatta l’allarme anche in Italia.

Sarebbero 5mila le donne italiane a rischio di tumore dopo essersi fatte impiantare le protesi Pip.

Silicone industriale per costruire protesi mammarie. E’ questa la sconcertante scoperta fatta in Francia da più di 30mila donne che, dopo essersi rifatte il seno, hanno saputo che le protesi utilizzate non erano state realizzate con materiale medico, ma con un silicone meno resistente che si spacca provocando infiammazioni e addirittura tumori.

L’allarme è scattato dopo che 8 donne a cui era stata impiantata una protesi prodotta da una azienda francese hanno contratto il tumore al seno. Le protesi incriminate erano state prodotte nel 2001 dall’azienda francese Poly implant prothese (Pip) ed erano state poi successivamente ritirate dal mercato proprio perché fabbricate con silicone non a norma.

Ora infine l’amara scoperta: le protesi Pip causerebbero tumori al seno.

In Francia le 30.000 donne alle quali il chirurgo aveva impiantato una protesi al seno di questo tipo sono state richiamate dalle autorità sanitarie per rimuoverle entro il fine settimana. Il rischio di contrarre tumori è perciò altissimo.

Anche in Italia, dove circa 5mila donne hanno aumentato il seno grazie alle protesi Pip, il ministro della Salute Renato Balduzzi ha convocato d’urgenza il Consiglio superiore di sanità. Cresce intanto la paura dopo che, in Francia, le autorità hanno accertato la morte di due donne per tumore proprio a causa del silicone incriminato.

Una notizia sconvolgente che riapre il dibattito sul business della chirurgia plastica e su quanto sia pericoloso o meno effettuare interventi estetici. Oggi infatti, uomini e donne, ricorrono alla chirurgia plastica per migliorare il proprio aspetto fisico, ma non sempre questi tipi di interventi risultano così semplici come sembrano. In Italia ogni anno milioni di persone si sottopongo a qualsiasi tipo di trattamento estetico ricorrendo ai bisturi per correggere difetti fisici, una pratica pericolosa, a cui non viene dato il giusto peso.

Una ricerca, quella della perfezione, divenuta ormai croce e delizia della nostra società.
Una corsa frenetica verso un mito, quello della bellezza, che in molti sono disposti a raggiungere pagando qualsiasi prezzo, perfino quello della vita.

 

Di Valentina Vanzini

 

 

 

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