Agricoltori ed edilizia: 500mila lavoratori soggetti al capolarato
Secondo un rapporto contenente stime comunicate dalla Flai-Cgil e Fillea-Cgil, tra agricoltura ed edilizia, sarebbero ben 550 mila i lavoratori soggetti al caporalato. In edilizia, secondo la Fillea, sono ben 400.000 i lavoratori in nero, grigio e sotto ricatto ed almeno 150 mila quelli gestiti dai caporali.
Nell’agricoltura, rileva la Flai, sono 400mila i lavoratori che vivono sotto caporali, e 60mila di questi vivono in condizioni di assoluto degrado. Per quanto riguarda l’incidenza del lavoro nero in agricoltura, la percentuale più alta si rileva nel Mezzogiorno dove il 90% si trova in questa condizione, una percentuale che scende al 50% al centro e al 30% nelle regioni del nord.
Nell’edilizia si rileva il fenomeno che riguarda sia la manodopera straniera che in Italia, spiega la Fillea, cui viene imposto tra l’altro di aprire partita Iva, di accettare contratti part-time, ovvero tempi pieni mascherati con fuori busta in nero e di ricorrere ai permessi in caso di infortunio non grave.
L’Italia è al secondo posto in Europa per lavoratori autonomi senza dipendenti, rispetto al 2006 nel 2008 l’aumento delle partite Iva nelle costruzioni è stato del 208%. Di questi imprenditori e liberi professionisti la granparte è straniera. Nel 2009 il 40% delle ditte gestite da immigrati opera nel settore dell’edilizia.



