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Acquistare con lo smartphone: in Italia siamo indietro

L’acquisto di cellulari di ultima generazione continua a rappresentare una certezza in Italia, anche se poi non vengono sfruttate integralmente le potenzialità. Un’indagine dell’Università della Sapienza di Roma e del centro di ricerche Glocus mostra come i pagamenti tramite smartphone ancora non sono molto diffusi nel nostro Paese.

Il futuro dei circuiti di pagamento è segnato e passa attraverso gli schermi touch degli smartphone: eppure, in Italia, il domani fatica ad imporsi. Lo studio condotto dalla Sapienza e dal centro di ricerche Glocus attesta che solo il 10% del campione intervistato utilizza lo smartphone per effettuare pagamenti in remoto o compiere operazioni di mobile banking.

Ma cosa manca per compiere questo decisivo passo ed annullare il gap? Nulla a livello tecnologico, anche se qualche strumento in più che si riveli in grado di incentivare l’utilizzo di un sistema di e-commerce basato sui cellulari di nuova generazione, nonchè sulla fiducia dei consumatori.

Un possessore su tre di smartphone, stando ai risultati della ricerca, si dice pronto ad utilizzare il telefonino per acquistare beni o servizi.

Interessante il quadro dipinto da Linda Lanzillotta, presidente di Glocus, a commento dei dati: “Il quadro è stimolante, ma restano ostacoli. Stiamo spingendo sull’attuazione della direttiva europea che regola la materia. Il pagamento elettronico è un importante processo di modernizzazione che rivoluziona le dinamiche e i protagonisti dei circuiti finanziari: potrebbe portare benefici anche alla pubblica amministrazione, con una riduzione dei costi non indifferente. La sua realizzazione dipende dalla volontà dei singoli soggetti“.

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