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La Bce taglia i tassi all’1%

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La Banca Centrale Europea taglia nuovamente il costo del danaro: dal 13 maggio scenderà all’1%, segnando così un nuovo minimo nei dieci anni di storia dell’euro. Ed allo stesso tempo lancia nuove misure non convenzionali a sostegno dell’economia dell’area, tra cui un atteso programma di acquisti di obbligazioni, anche se limitato sia nella portata che nella tipologia di titoli.

L’Unione Monetaria, come tutto il mondo, resta coinvolta in un ciclo di contrazione giudicato grave, che si è manifestato con una recessione più accentuata del previsto nel primo trimesr. Il presidente Jean-Claude Trichet ha rilevato che le idagini più recenti hanno fornito segni di “tentativi di stabilizzazione” della congiuntura, anche se per i mesi venire l Bce si attende che continui un’accentuata debolezza. Nel 2010 si dovrebbe assistere ad “una graduale ripresa”, ha aggiunto.

Intanto la Bce affina i suoi interventi, innanzitutto sui tassi. Quello sulle principali operazioni di rifinanziamento è stato abbassato di 0,25 punti. Più marcato il taglio sulle operazioni di rifinanziamento marginali, mezzo punto in meno all’1,75%.

Leggendo il comunicato esplicativo delle decisioni prese ieri, il presidente ha riferito che secondo il Consiglio direttivo il livello attuale dei tassi è “appropriato”. Trichet ha comunque precisato che non è stato deciso di imporre un pavimento al costo del denaro, ossia un livello al di sotto del quale non spingersi, e che altri tagli non sono esclusi.

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