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Nucleare: stop del governo

Con un emendamento al decreto legge omnibus presentato in Aula al Senato, l’Esecutivo propone “‘abrogazione di disposizioni relative alla realizzazione di nuovi impianti nucleari“. Lo scopo è quello di acquisire ulteriori evidenze scientifiche.

Si legge nell’emendamento, “non si procede alla definizione e attuazione del programma di localizzazione, realizzazione ed esercizio nel territorio nazionale di impianti di produzione di energia elettrica nucleare”.
L’emendamento, secondo alcuni ambienti parlamentari, avrebbe anche l’effetto di superare il referendum sul nucleare che incombe a giugno.

La proposta di modifica dell’art.5 del Governo, secondo quanto si apprende, prevede anche che la strategia energetica nazionale sara’ adottata entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge che converte il Dl.

Tra le previsioni ci sarebbe, infatti, anche che: “entro 12 mesi dalla data di entrata in vigore della legge di conversione del presente decreto, il Consiglio dei Ministri, su proposta del ministro dello Sviluppo Economico e del ministro dell’Ambiente e della Tutela del territorio e del mare, sentita la Conferenza permanente per i rapporti fra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e Bolzano e acquisito il parere delle competenti Commissioni parlamentari, adotta la strategia energetica nazionale che individua le priorita’ e le misure necessarie al fine di garantire la sicurezza nella produzione di energia, la diversificazione delle fonti energetiche e delle aree geogrifiche di approvvigionamento, il miglioramento della competitivita’ del sistema energetico nazionale e lo sviluppo delle infrastrutture nella prospettiva del mercato interno europeo, l’incremento degli investimenti in ricerca e sviluppo nel settore energetico e la partecipazione ad accordi internazionali di cooperazione tecnologica, la sostenibilita’ ambientale nella produzione e negli sui dell’energia, anche ai fini della riduzione delle emissioni di gas ad effetto serra, la valorizzazione e lo sviluppo di filiere industriali nazionali”.

Nella definizione della strategia, sempre secondo quanto si apprende, si prevede anche che il Consiglio dei Ministri tiene conto delle “valutazioni effettuate a livello di Unione Europea e a livello internazionale sulla sicurezza delle tecnologie disponibili, degli obiettivi fissati a livello di Unione europea e a livello internazionale in materia di cambiamenti climatici delle indicazioni della Ue e degli organismi internazionali in materia di scenari energetici ed ambientali”.

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