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Inflazione in Italia ai mimimi degli ultimi 40 anni

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A marzo il NIC (indice nazionale dei prezzi al consumo per l’intera collettività) ha segnato un aumento dello 0,1% rispetto a febbraio.

Su base tendenziale la crescita è stata dell’1,2% (+1,6% a febbraio), la più bassa in assoluto degli ultimi 40 anni.

Infatti l’Istat ha fatto sapere che era il febbraio 1969 l’ultima volta che si registrò un valore simile.

Una leggera spinta all’inflazione è dovuta all’aumento del prezzo dei tabacchi.

Per i prodotti più acquistati secondo l’indice Foi, che calcola i consumi delle famiglie che fanno capo a un lavoratore dipendente, i valori si discostano di poco: +0,1% congiunturale e +1,1% tendenziale.

L’indice armonizzato Ipca, comparabile a livello europeo, ha fatto segnare un aumento dell’1,2% su mese e ha registrato un aumento dell’1,1% su anno facendo segnare un valore record dal 1996.

Secondo quanto spiegato dall’Istat il repentino rallentamento dell’inflazione nel mese di marzo è dovuto al ridimensionamento della crescita tendenziale dei prezzi sia per quanto riguarda i bene che per i servizi.

In particolare, dopo gli aumenti registrati nel mese precedente, a marzo i prezzi dei beni energetici tornano a far segnare un marcato calo sul piano congiunturale, che ne accentua la diminuzione su base tendenziale.

Ha fatto segnare un rallentamento anche il tasso tendenziale di crescita dei prezzi del comparto alimentare anche se a marzo continuano a registrare aumenti su base mensile.

Per quanto riguarda il capitolo spesa gli incrementi congiunturali più rilevanti hanno interessato i prezzi delle bevande alcoliche e dei tabacchi con incrementi dell’1%, degli Altri beni e servizi (0,3%) e dell’Abbigliamento e calzature (0,2%).

Diminuzioni rispetto al mese di febbraio si sono registrate per quanto riguarda i prezzi dei Trasporti con -0,4%, della Ricreazione spettacoli e cultura -0,2% e dell’Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (-0,1%). Sul piano tendenziale, i maggiori tassi di crescita si sono registrati per i capitoli delle bevande alcoliche e tabacchi (+5,2%), dell’Abitazione, acqua, elettricità e combustibili (+3,4%) e dei prodotti alimentari e bevande alcoliche (+3%).

Per quanto riguarda le 20 città capoluogo di regione, gli aumenti tendenziali più elevati dell’indice Nic si sono verificati nelle città di Napoli (+2,1%), Trieste, Genova (+1,5 per cento per entrambe); quelli più moderati hanno riguardato Aosta (+0,2%), Trento (più 0,4%), Venezia, Palermo e Cagliari (+0,6 per cento per tutte e tre).

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