Nel 2010 venduti 1,4 miliardi di telefoni cellulari
Gennaio è il mese perfetto per stilare, ogni anni, classifiche e scostamenti rispetto ai 12 mesi passati; oggi ci occupiamo del mercato dei telefonini, mercato dove permane una crescita verticale che fa registrare un + 16/18% rispetto al 2009, dove le prestazioni risultavano essere già notevoli.
La crescita può essere legata al cosiddetto “ciclo di sostituzione” che fa si che questo settore non vada mai in crisi: «I possessori di telefonini sono impazienti di cambiare i loro vecchi apparecchi per passare a quelli nuovi capaci di gestire il traffico dati e non solo quello voce».
Il numero assoluto di telefonini venduti nel corso del 2010 è stato di 1,4 miliardi, ovvero uno ogni cinque abitanti del pianeta; il leader assoluto del mercato, che però risulta ancora in calo, è la finlandese Nokia con il 32,6% del mercato, a seguire troviamo la coreana Samsung (20,2% in salita) ed Lg (8,4% in calo).
Più indietro i due marchi al top degli ultimi anni, ossia Apple — capace di fare un balzo del 90% con l’unico modello della casa californiana, l’iPhone — e la canadese Rim con i Blackberry.
Ma il vero fenomeno dell’anno appena passato, anche in questo campo, è «made in China»: marchi a noi sconosciuti come Micromax o Spice sono stati capaci di scalare le classifiche mondiali grazie alla vendita di cellulari a basso costo in Cina, India, Africa e Sudamerica.
La Zte di Shenzen nel 2010 con una crescita con pochi precedenti è arrivata a essere la quarta forza mondiale nel settore, superando proprio la Mela di Cupertino. Il balzo dell’azienda cinese è dovuto all’espansione delle proprie vendite oltre i mercati tradizionali, arrivando a far girare i propri smartphone a basso prezzo anche da noi con modelli come il Blade (foto) o il Racer basati su Android.



